Girano su Internet una serie di video agghiaccianti sul maltrattamento degli animali di compagnia e dei cani randagi in particolare, da parte di quell’escremento umano chiamato uomo, girati per lo più negli ex paesi comunisti, e nella Romania in particolare. Segno del totale fallimento di questi regimi non solo dal punto di vista di una società egualitaria e liberata, ma anche da quello dell’edificazione di un “homo novus” pacifico, solidale, umano e rispettoso delle altre specie viventi. Hanno incarnato la sadica e ripugnante pratica degli altri regimi autoritari, nazisti e fascisti, che hanno appestato il secolo XX. Ne è stato inviato uno sconvolgente anche a noi di Odissea girato clandestinamente che, se lo stomaco vi reggerà, potete guardare sul nostro sito (www.odisseaweb.com) perché ve ne indignate quanto basta. Una marea di messaggi, adirati, hanno invaso la Rete: ne pubblichiamo alcuni come assaggio. La nostra amica Iuliana Mihaela Moraru si è recata in Romania (non riveliamo la città per motivi di sicurezza e per non offrire pretesti ai delinquenti romeni responsabili di quelle efferatezze) e ci ha mandato questa corrispondenza. La ringraziamo anche per lo sforzo della scrittura dovuto al suo precario italiano. La Redazione ha cercato di renderlo quanto più comprensibile possibile per i lettori.
Romania. L’Unione Europea ci ha imposto, fra tante altre cose, di proteggere i nostri animali. In piu, la legge per la difesa degli animali è stata approvata, ma solo sulla carta. L’8 agosto del 2009 centinaia di cani sterilizzati e marchiati dalle organizzazioni per la protezione degli animali, sono stati catturati con metodi drammatici (hanno sparato proiettili a base di tranquillanti sulla faccia, sugli occhi e sul collo) per addormentarli e portarli nel canile dove sono stati gasati.
In Romania, i cani randagi vivono molto meglio vicino ai palazzi condominiali perché c’e tantissima gente che li ama veramente, li nutre e gli offre assistenza medica. Negli canili invece la loro vita e un vero inferno.
Gli accalappiacani e quanti lavorano nei canili, li catturano in modo traumatico e li buttano nei furgoni privi di finestrini e dentro gabbie senza separazione. Cuccioli spaventati sono costretti a convivere con cani aggressivi. Non è mai presente un medico veterinario e alla fine del viaggio, molti cani arrivano già morti.
Ci sono stati casi in cui i cani sono stati avvelenati con Furadan e buttati nella fossa con immodizia della città. Le condizioni tremende in questi centri lager, portano alla morte di tantissimi cani; maltrattamenti e crudeltà, inesistenza di assistenza medica, di cibo e di igiene, numero eccessivo di cani nelle gabbie, portano ad una morte sicura. Il medico veterinario esiste solo sulla carta; dall’inizio dell’anno fino al mese di settembre del 2009, sono morti piu di 1300 cani, ma i rapporti dei responsabili ci dicono che il loro stato di salute è eccellente. I cani malati convivono nelle stesse gabbie con quelli sani, sono esposti al freddo perché non esistono centri attrezzati per l’inverno; la puzza delle carcasse in putrefazione si sente da lontano.
La legge dice che i cani devono essere sterilizzati nei centri-canili, ma qui non sono neanche separati, nelle gabbie vivono maschi e femmine insieme; il risultato è che il numero dei cuccioli cresce ad un ritmo geometrico e la situazione diventa incontrollabile.
Dal momento che la gente desidera la loro liberazione dai canili, la tassa per liberarli è di 20-30 euro, ma senza documenti che lo giustifichi. Vengono liberati senza neppure essere vaccinati. Molto spesso vengono catturati gli stessi cani per essere poi rivenduti alle stesse persone e così si alimenta un losco mercato di corruzione.
In questi canili, che sono di proprietà privata ma finanzati con i soldi pubblici, è vietato l’accesso alla stampa e alle organizzazioni per la protezione degli animali, è vietato l’ingresso alle telecamere e di scattare foto, perché le foto possono diventare delle prove incriminatorie per i trafficanti e i responsabili. Per fortuna essistono “pazzi come me” che sono riusciti a immortalare di nascosto questo inferno nei canili pubblici.
Nel 2006 sono state fatte tantissime denunce alle autorità da parte dei cittadini e delle organizzazioni che si occupano della protezione degli animali. Sono state denunciate tutte le forme di illegalità e il maltrattamento, l’uccisione degli animali e l’uso illegale dei soldi pubblici, ma tutto è rimasto senza risposta. L’indifferenza delle autorità verso questo genocidio, si può definire complicità. Il loro silenzio aiuta e alimenta quest’affare che cresce ogni giorno di più, mentre nello stesso tempo i cani vivono in un inferno totale.