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Il tepore di un camino acceso, le fave e cicorie, le sagne ‘ncannulate condite con sugo di pomodoro fresco e ricotta forte, il paesaggio salentino tra riserve naturali e ulivi secolari sono stati i protagonisti dell’Information tour organizzato dai Gruppi di Azione locale Capo di Santa Maria di Leuca (capofila), Terre d’Arneo, Terre del Primitivo e Alto Salento tra il 6 e il 9 dicembre scorso.
Ad accogliere i giornalisti provenienti da Milano, Bologna, Cosenza e Napoli sono stati i dirigenti dei Gal che hanno presentato loro un itinerario dei luoghi e sapori più caratteristici del Salento con tappe a Ostuni, Torre Guaceto, Manduria, Tricase, Ugento, Specchia, Salice Salentino, Veglie per poi chiudere in bellezza con l’area marina protetta di Porto Cesareo, Portoselvaggio e la Palude del Capitano in territorio di Nardò.
Dice il presidente del Gal Alto Salento, Cosimo Putignano, che ha accolto i giornalisti con il direttore Carmelo Greco, la responsabile della cooperazione internazionale, Stefania Taurino e l’animatrice Isabella Taliente: “I Gal sono uno strumento operativo dell’Unione europea che ci impone di impiegare al meglio le risorse comunitarie Leader. In tutti questi anni siamo stati uno stimolo per la crescita e lo sviluppo dell’economia locale incoraggiando aziende agrituristiche e ricettive e valorizzando il meglio del territorio come la riserva naturale di Torre Guaceto, dove il Gal Altosalento ha contribuito a realizzare il museo della riserva naturale e a intensificarne la salvaguardia”. Indirizzata anche verso la protezione delle riserve naturali e del paesaggio dunale l’azione del Gal Terre del Primitivo di Maduria dove i giornalisti sono stati accolti dal presidente Ernesto Soloperto, dal direttore Luigi Lanzo e dall’animatrice Daniela Bentivoglio. Qui il Gruppo di azione locale ha protetto il cordone dunale lungo la marina di Torre Colimena, dove si erge la torre di guardia fatta costruire dall’imperatore Carlo V, e reimpiantato la macchia mediterranea. Imporante anche l’investimento nel Consorzio produttori vini di Manduria nota al mondo per il famoso vino Primitivo, un vino ricco di bouquet e profumi. Nella cantina cooperativa che associa 400 produttori è in allestimento il museo della civiltà del primitivo.
“Dico sempre agli amici amministratori: prendete uno spazzolino da denti e spolverate quello che c’è”, dice il presidente del Gal Capo di Santa Maria di Leuca, onorevole Antonio Lia, che ha accolto i giornalisti con il responsabile dell’ufficio stampa, Maurizio Antonazzo e l’animatore Mimmo Rizzo. “Siamo contrari alla cementificazione del nostro territorio. Operiamo invece per la sua tutela e la valorizzazione dei suoi beni culturali: dal frantoio ipogeo alla cripta bizantina fino ai magnifici centri storici del Salento e le aziende tipiche artigiane”. Ne è prova l’albergo diffuso di Specchia dove, invece che dare il via a villaggi turistici anonimi e devastanti per il territorio, è stato creato anche grazie al primo finanziamento leader l’albergo diffuso: un albergo ricavato dalle casette del centro storico di Specchia annoverato oggi tra i primi dieci centri storici d’Italia.
Ha puntato alla valorizzazione e alla fruizione di un sito archeologico messapico lungo l’area marina protetta il Gal Terre d’Arneo, dove i giornalisti sono stati accolti dal direttore Giosuè Olla Atzeni e dal presidente con gli animatori Angelo Metrangolo e Antonio Pagliula. Tappa golosa nella masseria agrituristica didattica Casa Porcara che ogni anno accoglie scolaresche porvenienti da tutta Italia per via del museo sul territorio e sul paesaggio nel museo del vino inserito nella suggestiva cornice di Castello Monaci a Salice Salentino, anche questa realtà finanziata con fondi leader messi a disposizione dal Gal Terre d’Arneo: “Il Gal Terre d’Arneo”, spiega il direttore Giosuè Olla Atzeni, “si è impegnato a valorizzare le aziende agricole per proteggere i prodotti tipici e sostenere lo sviluppo ecosostenibile. Non a caso abbiamo scelto di presentare ai giornalisti i tratti più belli e significativi del nostro territorio: l’area marina protetta di Porto Cesareo e Portoselvaggio con la sua straordinaria bellezza. E’ questa la filosofia che ispira l’intervento dei Gruppi di Azione locale salentini: proteggere il territorio, sviluppare la cultura della tipicità, recuperare il passato per costruire un futuro migliore”.
PRIMA TAPPA OSTUNI LA CITTA’ BIANCA. A dare il benvenuto ai giornalisti, una città ormai nota in tutto il mondo: Ostuni, la città bianca. Ad anticiparla la piana degli Ulivi secolari dove alberi d’ulivo dai tronchi maestosi affondano le loro radici nella terra rossa, abbandonando le loro chiome al vento. La città illumina il cielo azzurro del salento con le sue casette bianche e non a caso i giornalisti sono stati accolti nell’hotel La Terra, un palazzo del centro storico restaurato e hanno fatto una tappa golosa nell’Osteria del tempo perso, un nome un programma, nel raccontare il gusto di fermarsi, chiacchierare, assaporare e godere dei prodotti tipici locali.
Le orecchiette al sugo, le polpette di carne, gli involtini di carne d’asino con il cuore di sedano e formaggio pecorino, la crema di fave e le cicorie selvatiche, i dolcetti di pasta di mandorla preparate dalle sapienti mani di mamma Marisa con l’aiuto di papà Vero hanno accolto i giornalisti in un’atmosfera familiare nell’azienda agrituristica La Vecchia Lamia a San Vito dei Normanni. Qui, i padroni di casa, che vivono tutto l’anno in un casolare indicato negli archivi storici con il nome di Lamione, hanno preparato una gradita sorpresa: la mozzarella calda e morbida preparata all’istante da un maestro dell’arte casearia, espressione della quarta generazione. Sua l’invenzione della mozzarella con il cuore di fresca ricotta.
Momenti di vera poesia sono stati scritti dalla natura nella riserva naturale di Torre Guaceto, dove i giornalisti sono stati accolti dal direttore Ermanno. All’imbrunire i tordi volavano in stormi sulle canne. Nel cielo azzurro del Salento brillavano le nuvole bianche dipinte di rosa dal sole al tramonto. Ogni giorno la riserva naturale di Torre Guaceto è meta di scolaresche e visitatori accolte nel centro visite e guidate lungo un percorso naturalistico affascinante. Ma la riserva naurale di Torre Guaceto è divenuta anche una risorsa economica interessante. Una cooperativa di giovani agricoltori produce l’olio extravergine biologico Oro del Parco. Inoltre per la produzione del pomodoro fiaschetto, particolarmente indicato per la produzione di salsa, Torre Guaceto è divenuta presidio di slow food. Una cooperativa di pescatori ha poi il permesso di pescare sotto il controllo dell’autorità di gestione del parco, con reti dalle maglie larghe, appositamente studiate dall’Università del Salento. In questo modo i pesci hanno la possibilità di diventare adulti e di riprodursi. Così la pesca è così copiosa che sono stati gli stessi pescatori a chiedere di estendere il parco marino protetto.
SECONDA TAPPA. MANDURIA. E’ la distesa azzurra del mare, la torre fortificata di Torre Colimena, le dune protette grazie agli interventi del Gruppo di azione locale Terre del Primitivo a dare il benvenuto ai giornalisti. Qui è stata protetta la macchia dunale, creati percorsi ciclabili e pedonali, reimpiantate le specie di macchia mediterranea. Ma Manduria, importante città messapica dalle mura megalitiche, citata anche da Plinio il Vecchio, fa rima ormai con il primitivo. Tappa enologica quindi nel Consorzio dei produttori del Primitivo dove ad accogliere i giornalisti è stato il presidente della cooperativa che associa 400 viticultori, Fulvio Filo Schiavoni. “Ogni etichetta è per noi una poesia”, dice il presidente, “per questo a ogni bottiglia abbiamo dato nomi che si ispirano all’arte poetica”. Degustati così Memoria, il primitivo vinificato in purezza e non invecchiato in barrique, Lirica, lasciato invece tre mesi a invecchiare in barrique ed Elegia, che rimane tredici mesi in barrique e ancora Madrigale, il vino primitivo dolce naturale, che attraverso una vendemmia tardiva nasce dall’uva lasciata appassire sulla pianta.
Il primitivo ha accompagnato il lauto pranzo a base di prodotti tipici come polpette e involtini di carne d’asino, fave e cicorie, dolcetti di pasta di mandorla nell’osteria Al Castello che sorge nel centro storico di Manduria, proprio nel magnifico castello.
Passeggiata poi per il centro storico impreziosito dalla meravigliosa chiesa madre, la Collegiata e caratteristico per il ghetto degli ebrei, la Giudecca.
SECONDA TAPPA IL CAPO DI SANTA MARIA DI LEUCA. Il mare di Santa Maria di Leuca, là dove il mar Jonio e l’Adriatico si abbracciano e si fondono insieme ha accolto il gruppo di giornalisti, ospitati nell’hotel Terminal. Dopo una conferenza stampa nella sede stessa del Gal, ospitata nel magnifico palazzo dei Principi Gallone, in piazza Codacci Pisanelli a Tricase, visita nella splendida cripta del Gonfalone di Sant’Eufemia, piccola frazione borgo di Tricase. La cripta custodisce affreschi di pregio che vanno dall’età bizantina al ‘500, periodo a cui è attrobuito l’affresco della Madonna che campeggia sull’altare. Qui il Gal è riuscito a realizzare un operazione di spettacolarizzazione: non appena il visitatore entra nella cripta si accendono le luci e parte un video con una voce fuori campo che spiega le origini storiche della cripta, simbolo del passaggio dei monaci bizantini in tutto il Salento. A curare tecnicamente l’intervento è stato l’architetto Branca del Gal Capo di Santa Maria di Leuca. La stessa idea originale è stata applicata anche nella cripta di San Nicola a Specchia, recuperata e riaperta al culto dei fedeli, grazie al Gal Capo di Santa Maria di Leuca il 6 dicembre scorso. La statua in pietra leccese di San Nicola circondata dagli angeli domina il piccolo altare, alle spalle del quale si può ammirare la proiezione dell’immagine bizantina di San Nicola.
Visita poi nel centro storico di Specchia dove il recupero del palazzo Risolo ha consentito di ricavare tre suite di gran pregio, che, arredate con mobili d’antiquariato con grandi camini, sono state destinate anch’esse al circuito dell’albergo diffuso sorto grazie ai finanziamenti del primo Leader nel cuore del centro storico di Specchia.
A tavola proposto un itinerario eccezionali di sapori e territorio nell’agriturismo Gli Ulivi e nella trattoria La Coppuleddha (che significa piccolo cappello, molto utilizzato dai contadini) dove il palato è stato deliziato con verdure e carni di prima scelta. Gli Ulivi ha proposto tra gli antipasti anche una particolare pianta di mare, che cresce sugli scogli, e ha un gusto unico. Serata poi rallegrata da un gruppo musicale che con tamburelli e chitarre hanno fatto ballare agli ospiti la pizzica, la famosa danza salentina, che legata al fenomeno del tarantismo, è esportata ormai in tutto il mondo.
Ma il Capo di Leuca è strettamente legato alla cultura dell’olio. Non a caso è stato incluso nell’itinerario il più grande frantoio ipogeo del Salento di età bizantina dove la vita degli uomini si intrecciava con quella degli animali e dove la terra si incontrava con il mare perché a lavorarvi erano i pescatori, costretti al fermo durante le tempestoise giornate d’inverno.
QUARTA E ULTIMA TAPPA: CIELO, MARE E PRODOTTI TIPICI NELLE TERRE D’ARNEO. Il Castello Monaci, una costruzione dalle antiche origini, apre i suoi maestosi e affascinanti cancelli per far sognare una vita principesca tra ampi saloni per ricevimenti, grandi camini ed eleganti mobili. Castello Monaci ha aperto una sua ala alla fruizione del pubblico grazia al Museo del vino, uno dei tre finanziati in tutto il territorio del Gal Terre d’Arneo. Qui sono in mostra gli strumenti dell’antica civiltà del negroamaro, dalla raccolta dell’uva nei campi alla vinificazione con strumenti ritenuti oggi primordiali. E’ un eccezionale documento di archeologia industriale.
Il territorio in tutta la sua ricchezza e peculiarità è stato custodito e raccontato nella Masseria didattica Casa Porcara, guidata con la moglie D’Ercole Andretta dal professore Antonio Costantini. Qui le scuole possono scegliere tra tante proposte: la giornata archeologica durante la quale possono compiere le loro ricerche in un vero e proprio sito archeologico di età bizantina, la giornata naturalistica durante la quale studiano la flora e la fauna tipica del paesaggio rurale. Ancora anno la possibilità di fare il pane con le loro mani o fabbricare piccoli oggettio artigianali in pietra o in cartapesta.
Casa Porcara ha accolto gli ospiti con una grande tavolata come in una bella famiglia e li delizia con agnello e patate, fave e cicorie, sagne ncannulata.
L’information tour si è chiuso poi in bellezza con la riserva marina di Porto Cesareo dove i giornalisti sono stati accolti dal direttore del parco, Paolo D’Ambrosio. E’ proprio nel parco naturale protetto che l’equipe del professore Ferdinando Boero dell’Università del Salento scoprì la medusa immortale, una medusa cioè che muore e poi si rigenera ridiventando giovane se viene messa in condizioni di cattività. Una scoperta di cui ha parlato tutto il mondo.
E’ esploso poi in tutto il suo fascino il Salento nella riserva naturale di Porto selvaggio e nella Palude del Capitano, che è zona A della riserva naturale protetta di Porto Cesareo Nardò. Un laghetto di acqua dolce e salata si rispecchia tra le rocce dopo che le grotte carsiche crollarono per cedere il posto al mare e alla sorgenti di acqua dolce. Non a caso la località si chiamano le Spunnulate che in dialetto neritino vuol dire crollo. Il Comune di Nardò rappresentato dal suo assessore all’ambiente Mino Natalizio ha recuperato all’interno dell’area una masseria di straordinaria bellezza, Torre Nova, utilizzata di frequente per mostre ed eventi enogastronomici.
E con un pranzo a base di mare, servito nerl ristorante hotel Lo Scoglio si è conclusa poi l’ultima tappa golosa dell’information tour: spaghetti con le cozze e i frutti di mare, frittura di paranza innaffiarta con il buon vino rosato, Leone de Castris, invenzione tipicamente salentina, si è celebrato il connubio tra mare e terra, l’anima vera del Salento.

Gal Capo di Santa Maria di Leuca
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Servizio a cura di Max Luciani
Redazione Odissea